(aretha franklin, respect)Terza media.
Mi piaceva la terza media. C'era una professoressa toposa che si chiamava GIORGINI. Piccoletta, capelli mossi, CYNDI versione DELIRIO MEDITERRANEO.
BERTÈ, un po' meno SERVAGGIA.
Un giorno, la Giorgini CONSULTA la classe:
"A qualcuno piace fare il tema a casa?"
I ragazzi suonano il clacson, all'UNISONO:
"AMMMMMMMEEEEEEEEEEE!"
Mani alzate. E io come loro, ovvio. Trovavo una MERDA dover scrivere temi e litigavo OGNI SANTO GIORNO con TUTTI QUANTI per non doverlo fare, ma non c'era modo. E lo facevo MOLTO INCAZZATO. Ma non avrei mai ammesso NULLAZ. Il leccaculismo era la moda di quei giorni e volevo essere IN, visto che non avevo soldi per comprare quei bermuda tipo gangstaman di ENERGY.
All'epoca, tutto quello che avevo erano DUE pappagalli, che in realtà erano di mia nonna FRIDA – da ELFRIDE.
Eddaje.
Si chiamavano CICO e RICO. Vivevano una curiosa storia di PENOSO amore OMOSESSUALE, i due. Si ferivano come pazzi durante la COLLUSIONE e continuavano a PUGNARE anche dopo. Cico, eternamente più DEMENTE, le prendeva sempre da Rico, quella CANAGLIA.
Il fatto è che la Giorgini ha proseguito:
"Mentre voi copiate il tema GIANNI, vieni qui che ti devo dire una cosa".
Ci vado, scemo di felicità.
Ero sempre in prima fila perché ero stato, fin dall'inizio, una QUERCIA della FURBIZIA e, inoltre, un MASTER di SAGGEZZA. La Giorgini era TUTTA LODI per me. Nella mia mente PUERILE, calcolavo che, se la Giorgini aveva SOLLECITATO LA MIA PRESENZA, tutto sarebbe andato, definitivamente, bene.
"Gianni... un UCCELLINO mi ha detto che non ti piace fare i temi..."
STRACAZZO, ho pensato. Il panico si diffonde nel sistema e SPEGNE il mio cervello, delegando tutte le funzioni al povero CERVELLETTO. Il mio primo istinto mi ha riportato in camera mia, con la finestra che AFFACCIAVA sulla gabbietta dei PAPPAGALLI, quei FIGLI DI PUTTANA. SICURO potevano essere stati solo LORO, quegli UCCELLI DI MERDA, che le hanno detto che non mi piaceva fare i temi.
Peggio era che davanti a noi non dicevano nulla. La nonna passava ORE a cantare ninnenanne tradizionali AUSTRIACHE e una serie di altre canzoni di famiglia e quelle troie di pappagalli si limitavano a LANCIARE GRIDA SCONNESSE in risposta. Certe volte riproducevano, molto grossolanamente, qualche melodia. Ma non hanno mai detto UN CAZZO davanti a noi. Sono andati a parlare proprio alla GIORGINI, quei figli di puttana.
Cazzo. SONO FOTTUTO.
"Perché non ti piace fare i temi, Gianni?"
Mi ha guardato così triste che non ho avuto il coraggio di DELUDERE quella DONNA. Non avrei mai ammesso che ero un NATURAL BORN FANCAZZISTA e che non mi piaceva fare quei cazzo di temi perché mi rubavano del tempo PREZIOSO in cui avrei potuto ascoltare CASSETTE, guardare telefilm o mangiare qualche schifezza. No, quella TOPA DELLA GIORGINI non se lo meritava.
Allora, mi sono offerto in SACRIFICIO.
"Lo sa perché? Non mi piace farli perché sono troppo facili. Non mi SFIDANO abbastanza."
"Nessun problema. D'ora in poi ti assegnerò ogni giorno un TEMA EXTRA oltre a quello normale. Magari una ricerca da fare con i libri che hai a casa."
"Fico."
SONO FOTTUTO.
Durante tutto l'anno, ho fatto le più aleatorie ricerche secondo i dettami della GIORGINI. Violette. Api. Ferrovie. Il Nord Dakota. L'Elettricità. I Profumi. Posso dire di aver SMERIGLIATO tutta l'UTET ed. 1981. Assetato di INFORMAZIONI per colpa del BISOGNO di SAPERE, mi sono rivolto perfino ai fascicoli dei FRATELLI FABBRI, D'AGOSTINI, CURCIO EDITORE e tutti quei GOOGLE PREISTORICI.
Durante quei mesi ho scoperto che i pappagalli erano, in fin dei conti, innocenti, e mi sono sentito vagamente in colpa per avergli dato dei SEMETTI DURISSIMI da mangiare, nella speranza che ci spaccassero il BECCO.
Ma il fatto è che, anche se un po' RICCHIONI, i pappagalli erano DEI DURI e sono stati capaci di SBRICIOLARE, senza troppo AFFANNO, i semetti che gli ho propinato io, io che mi sbriciolavo d'amore e desiderio, innocente e SCIMUNITO nel risveglio BALORDO di quella FUNESTA primavera.