lunedì, 30 giugno 2003
Cosa ho fatto oggi. Cinque telefonate, di cui quattro inutili. ho colorato una vecchia cartina della garbatella. ho scritto 15 righe per conto del capo. ho ascoltato quattro storie. ho scritto e letto qui, continuamente. ho trovato un incipit. mi sono riletta toi et moi, per via di una cosa in francese che uno ha detto. ho svuotato il cestino. ho mangiato gli avanzi della festa di giuseppe. ho ascoltato un cd pazzesco di quelli di cni. (stiamo preparando un cd per settembre). ho scansato una fatica. ho scritto due elenchi della spesa. ho letto cinque curriculi. e anche le memorie di un novantenne padre di una mia amica. ho scritto un pezzo su patrimonio spa ma mi sa tanto che me lo cassano. ho avuto un fortissimo attacco di nostalgia. e sono solo le sei.
lunedì, 30 giugno 2003
dio ha dato un nome al giorno e alla notte, al cielo e alla terra - i fondamentali, insomma - e ha incaricato l'uomo di dare un nome alle piante, agli animali e alle cose. ma era necessario dare un nome anche ai sentimenti e alle emozioni, alle perplessita' e alle situazioni insolite e, sentendosi impreparato al compito, dio ha creato i francesi. che hanno l'espressione giusta per ogni cosa, hanno perfino una definizione per l'incapacita' di definire.
non solo hanno un nome per dire "fare il broncio", "bouder", hanno anche inventato una stanza dove noi donne ci possiamo rifugiare per farlo, il "boudoir". altra espressione francese che non verrebbe in mente a nessun altro e' "esprit d'escalier", la battuta che ti viene in mente quando stai gia' scendendo per le scale, avendola cannata al momento giusto. e' un'espressione di grande attualita' nella mia vita.
forse per questo esistono i blog.
lunedì, 30 giugno 2003
(placebo, the bitter end)
Parto da un bianco neve, molto disney, per passare al bianco fantasma, fumo, floreale, nastro, lenzuolo, antico. Quando avro' esaurito tutte le sfumature di bianco passero' a tutte le nuances del papaya.
lunedì, 30 giugno 2003
(coldplay - clocks)
Se la me stessa di domenica sera avesse mandato un messaggio alla me stessa di venerdi' sera, si sarebbero potuti evitare tanti giri inutili. Ma le due me stesse, purtroppo, non sempre comunicano.
Stamattina ci chiediamo cosa succederebbe se, sedute in queste sedie acriliche, dietro ai computer acrilici, con in mano un mouse acrilico, ci fossero cinque scimmiette. A prima vista il risultato sarebbe esteticamente piu' godibile. Laura ha in faccia le bollicine che ornano i culetti dei bimbi quando sudano nel pannolino. Ilaria ha preso una sportellata nell'occhio sinistro - dice. Giulio ha una faccia talmente inespressiva che sembra un'unghia semovente. Luciano ragiona come se fosse stato rapito da un gruppo di maoisti nel Nepal. Io, ah, io. Un grumo di rimpianti, nostalgie, chimelhafattofare, capocciate sulla stampante, sguardo da cameriere. Apro bocca e vengono fuori solo proverbi e modi di dire.
Il calendario maya non aveva il lunedi'.
venerdì, 27 giugno 2003
Non esiste nulla di più saccente, inutile e ridicolo del correttore di stile di word.
venerdì, 27 giugno 2003
Una cosa bella del pomeriggio: un amico mi porta il nuovo cd di gilberto gil, Kaya N' Gan Daya, tutto reggae bahiano. Volevo andare a sentire i sud sound system a villa ada, ma ho solo 24 ore per masterizzare.
E poi a villa ada ci sono le zanzare.
venerdì, 27 giugno 2003
Murphy l'avrà già detto. Aggiungo l'ennesima verifica del corollario secondo cui
Le grane scoppiano sempre il venerdì, due ore prima di staccare.
venerdì, 27 giugno 2003
(Eddie Vedder, I believe in miracles)
Ma che ne sapete voi della Garbatella?
venerdì, 27 giugno 2003
(Fiamma - Fiera)
Non sono italiana, ma in trent'anni di vita a Roma ho acquisito il magheggio dei romani. Per esempio scoprire al Circo Massimo che c'é una manifestazione e ci vorrà un"ora per arrivare a piazza Indipendenza. Puoi scendere e farla a piedi. Però guardi la gente che cammina su viale Aventino coi piedi che sollevano un chewinggum di bitume, e sei seduta e nel 75 c'è l'aria condizionata (grazie, uolter). Dall'autobus scende la scrematura di ansiosi-ritardatari-desperados che devono arrivare per forza da qualche parte a una data ora. Restiamo in sedici. Come un sol uomo scattano i telefonini e la stessa frase: manifestaz...farò tard...non m'aspettat...Mi leggo L'Ostile, c'è un articolo di Ilaria sui tatuaggi che mi rapisce. In un'ora mi bevo Omi e Omette, Herbert Hoffman, Sua Suluape Paulo II, i tatuatori di Ostia. Finisco in piazza Indipendenza, e mi vengono in mente le parole sulle parole. Sono pronta. Mandate i titoli di testa e fate uscire i ciclisti in via dei Mille.
giovedì, 26 giugno 2003
Nella mia agenda dorata, c'e' scritto che ora esco, attraverso il prato sotto gli innaffiatoi accesi, mi tuffo e faccio un trenta vasche, arriva Giulio con un vodkamartini e le tartine di Antonini, poi mi telefona mia sorella e stiamo una mezz'ora a raccontar cazzate, poi arriva il massaggiatore yemenita. Alla fine mi telefona Giulio (che se n'era andato silenziosamente a casa), meglio ancora Andrea, e mi dice che c'e' un concerto supersegreto di Chico Buarque de Hollanda e siamo stati invitati. E il bello e' che so esattamente cosa mi devo mettere.
(mi rendo conto, l'immaginario onirico e' stato clonato da marina ripa di meana. E' l'effetto dei trenta gradi o l'eta')
giovedì, 26 giugno 2003
Qui all'Agenzia, abbiamo esperti in grado di risolvere ogni tipo di problema. La nostra specialita' sono i Problemi del Cazzo, nel senso metaforico. Le minuscole rotture di palle che possono rovinarti la vita. Il piu' richiesto - e meno qualificato - e' il Trovatutto. Riesce a scovare qualsiasi cosa per le sue doti precog. Ripercorre i percorsi bislacchi seguiti da mazzi di chiavi, paia di occhiali, scontrini, postit, pezzi di carta apparentemente inutili, calzini spaiati, orecchini, qualsiasi cosa. Si immedesima e li sorprende, acquattati e ignari.
L'Addormentatrice in questo periodo abbiamo deciso di non mandarla in giro. Inutile spiegare ai clienti che non serve, se e' il caldo o le zanzare che ti tengono sveglia. Va impiegata solo per spezzare quelle terribili catene di pensieri che non ti fanno dormire. Il suo metodo puo' sembrare semplice. Introdurre una variabile banalmente inesorabile nel vortice di elenchi di cose da fare. Ha un discreto album di successi.
Ora in catalogo abbiamo uno Svuotatore, un Pacificatore di Condomini, il Filosofo del Frigo, la Grande Riciclatrice, Occhi, Naso, Orecchie, Lingua e Polpastrello, il Negoziatore Generazionale, il Capro, la Flautista d'Insetti, l'Ovvio, la Controllora, la Nonna Dietetica e il Compilatore di Moduli. L'estate sara' lunga e calda.
giovedì, 26 giugno 2003

Il Santos ha perso nella Bombonera. Si salva se ne fa 3 al Boca...
giovedì, 26 giugno 2003
bi, non e' banale inserire immagini.
giovedì, 26 giugno 2003
Afterhours, La gente sta male.
Di nome e di fatto.
giovedì, 26 giugno 2003
Hanno rapinato il Koala. Gli hanno puntato un coltello alla gola, a un semaforo di via Nomentana, ieri notte. Hanno preso la telecamerina tutta scassata, gli occhiali, il cellulare, il foglio rosa, la carta d'identita'. Ieri ci dev'essere stata qualche tempesta solare particolare, la cui parola d'ordine era rapina.
giovedì, 26 giugno 2003
Il sei luglio comincia la nuova serie di star trek, enterprise. L'attore e' quello che faceva Quantum Leap. Non e' che mi fanno diventare star trek troppo cazzatona?
giovedì, 26 giugno 2003
Relic Tour. Leggo l'opuscolo mangiando albicocche. Tour mondiale di sacre reliquie buddiste. Frammenti del santo corpo di Buddha (da non confondere col Corpo di Bacco o delle Mille Balene di Tex). Pezzi di ossa, denti. E poi i ringsel. Piccoli depositi cristallini, come perline, raccolti tra le ceneri cremate di 15 Maestri, autenticati e offerti dal Dalai Lama.
Contemplare i ringsel genera - dice l'opuscolo - un senso di pace e di benessere, un desiderio di illuminazione.
Tra le 29 reliquie esposte ci sono
molti pezzi del Buddha, soprattutto della testa e del sangue (Sangue di Buddha, nuova variante)
Reliquie dei discepoli storici del Buddha, Maudgalyayana, Sariputra e Ananda
Reliquie del famoso yogi Milarepa, colui che ha raggiunto l'illuminazione in una sola vita
Reliquie del maestro cinese Gwang-Chin
Un delicato stupa di metallo che contiene reliquie del lama Atisha, il grande maestro indiano che ando' in Tibet e fu il primo a sistematizzare e integrale gli insegnamenti del Buddha in un libro
Un dente di Je Tsongkhapa, uno dei padri del buddhismo tibetano
Cinque reliquie del Buddha Kasyapa, il Buddha che ha preceduto il Buddha.
Non so se contemplare le reliquie mi darebbe pace, benessere, voglia di illuminazione. Se le potessi guardare, le guarderei, giusto per togliermi il dubbio.
giovedì, 26 giugno 2003
(cardigans, for what it's worth)
Il sindaco dice di star barricati e di non usare il ferro da stiro. I semafori sono impazziti. Black out a palla. Che si fa?
mercoledì, 25 giugno 2003
(feeder, just the way i'm feeling, soundtrack del pomeriggio)
La giornata presenta il conto.
Sono entrati i ladri a casa di Laura. Le hanno preso il cellulare e dieci euri.
Il computer di Laura è impallato. Ha installato il superdisk e quello stronzo di Ahiméc non avvia il sistema.
Laura si è messa a piangere.
Non so come consolarla.
La PK ha fatto casino con la pubblicità: due pagine doppie. Dobbiamo rifare tutta l'impaginazione. In tipografia a Pomezia. Passerò la notte a Pomezia. A Pomezia.
Chiunque dica o solo pensi "c'èdipeggio" gli caschi un occhio nel lavandino.
mercoledì, 25 giugno 2003
Bloggo ogni ora, sperando abbia lo stesso effetto di un frozen margarita, di un gavettone nel giardino dei nonni, del gioco della pelle di pollo, degli esperimenti azzardati con la frutta, dell'uscire di casa e trovare un messaggio d'amore scritto con lo spray montana su una serranda.
mercoledì, 25 giugno 2003
In questo giugno bisogna essere neovolgari come Floriana e ricchi come Beckham, farsi tatuare peterpan o un delfino sulla caviglia e scopare in modo ecologicamente corretto. Ce lo consigliano amichevolmente e imperiosamente pubblicitari, intrattenitori, espressici e panoramici. Resistere non è difficile, se sei educata, povera, single e terrorizzata dagli aghi.
mercoledì, 25 giugno 2003
Eccomi qua nel mio bunker in redazione. Con una piccolissima bugia ho ottenuto almeno tre fringe benefits. Mi sento un papa, se i papi avessero le tette.
Da stamattina ho fatto lo slalom tra bande rivali di ipnotizzatori, tutti in gara per farmi entrare in trance. La radio, il giornale, i cartelloni lungo la rotta del 75, la posta, i banner...
Peraltro io, giornalista con la gi minuscola, in fondo, non aspiro a un qualche potere ipnotico? Scruto per 60 secondi nel mio superio (ce l'ho, ce l'ho) e lui mi dice di sì. Ma non è proprio ipnosi. E' l'aspirazione a raccontare una storia che - per la durata di una cacata media - estragga chi legge dal tempo e dallo spazio. Il desiderio di essere un succedaneo del teletrasporto, per piccolissime frazioni di minuto.
martedì, 24 giugno 2003
"Ciao, Capo. Mi ha appena telefonato R. da Torino. Hanno perso il file. Dovrò ricostruirlo tutto, perché qui in redazione ho solo pezzi sparsi. Ne avrò per almeno tre ore. Eh sì, sono dei bastardi rottinculo. La festa? Eh alla festa ci vai tu, tanto sono tutti pezzi grossi, mi dispiace solo di non incontrare G. che non vedo da tanto... ma come faccio? domani il database dev'essere funzionante... tutta colpa di Torino. Oh, salutami G., ciao Capo".
1. Hanno davvero perso il file
2. io ce l'ho qui bello pronto, lo mando stasera alle 11.
3. G. è uno stronzo.
4. Niente tacchi, niente trucco, pizza e cinema, oh yeah!
martedì, 24 giugno 2003
Devo trovare una buona scusa per non dover andare a una festa col Capo. Che non coinvolga la salute dei miei familiari, incidenti bislacchi o malori improvvisi. Passo molto tempo della vita trovando scuse. Un altro po' di tempo lo passo perdendolo. Quella striscia striminzita che investo in cose reali è grandiosa. Bella. Stupefacente. Soddisfacente. O è una scusa?
martedì, 24 giugno 2003
Saparmurad Niyazov. Non l'avevo mai sentito nominare. Veramente non mi ero mai posta il problema del Turkmenistan. Ho letto il nome, per un istante ho immaginato di chiamarmi Saparmurad, poi ci ha pensato google.
E' il capo dello stato A VITA del Turkmenistan. Una delle schede che ho trovato descrive il Turkmenistan come "democrazia emergente orientata a un regime personalizzato". Il Consiglio del Popolo - Halk Maslakaly - è formato da tutti membri del Partito Democratico. Saparmurad Nyazov ha avuto il 99,9 per cento nelle ultime elezioni del 94. Amnesty racconta di un attentato a Saparmurad nel novembre scorso. Saparmurad è stato proclamato Turkmanbasci, padre di tutti i Turkmeni. Ha graziosamente rifiutato la carica a vita, annunciando che in realtà darà le dimissioni nel 2010.
C'è un forte movimento d'opinione per farlo dichiarare Profeta. Le proposte sono fondate sul nuovo codice spirituale e morale, il Rukhnama (libro dell’anima), che il presidente ha redatto e che lui stesso avrebbe dichiarato essere della stessa importanza della Bibbia e del Corano. In Turkmenistan il nome Saparmurad à stato dato a strade, fabbriche, bambini, vodka e oleodotti (lo racconta il mio guru, Rob Brezny).
Saparmurad ha recentemente sgravato: ha deciso che il 2003 si chiama come sua madre, Gurbansoltan. A noi potrebbe andar peggio. Il 2003 potrebbe chiamarsi Mamma Rosa.