martedì, 30 settembre 2003
davanti allo specchio. mi giro per guardare le gambe da dietro ihhh, quella macchia viola è ancora lì. la vedrà? solo guardando da vicino. e non arriverà così vicino. con la fortuna che ho, non arriva nemmeno nei dintorni. otto e mezza. ma mi dici perchè ti sei messa un abito? nero? fasciante? sarà una cena intima, a casa. lui verrà in jeans e maglietta. lui sta sempre in jeans e maglietta. sicuramente dorme in jeans e maglietta. sei bellissima. gustosa. arrapante. troppo trucco. sembro un pagliaccio. non mi riconoscerà. in nero e rossetto, penserà di aver sbagliato porta. 'scusa, sto cercando la rosi, una collega, una un po' sbiaditella'. 'no, sono io, entra'. 'non puoi essere la rosi, la rosi che conosco non ha gambe'. 'le ha eccome, non le avevi ancora notate. e non solo gambe. anche il culo'. 'naa! anche il culo? non può essere la rosi che...' rumore di ascensore. è lui! no, non è lui. ma non arriva? ho detto otto e mezza. i miei broccoli si ammosceranno. la salsa dei broccoli! l'ho dimenticata! non l'ho dimenticata. l'ho già fatta. magari non gli piacciono i broccoli. ha la faccia di uno che non gli piacciono i broccoli. che non li mangia proprio. e non so niente di lui. quattro mesi che lavoriamo insieme e non so niente di lui. può essere un maniaco. non sai cosa t'aspetta, ragazzo. nuove esperienze. eccitanti. broccoli. in salsa! è lui? non è lui. è in ritardo. si è perso. ha cambiato idea. eccerto. cenetta intima. la prima volta che ci viediamo fuori dall'ufficio e lo invito a casa mia. starà pensando che non voglio perdere tempo. 'buona sera. buona sera. hai portato i preservativi?' sono impazzita. cenetta intima. candele. magari si mangia le candele come satie. mi cambio. mi vesto da rosi. non ho tempo. che libro ho messo sul tavolino per fargli vedere che, oltre al culo, ho anche una certa cultura? non ricordo. miodio, no, paulo coelho no. ci metto quello sul barocco portoghese, che non ho nemmeno aperto. via le candele. che ti credi, che siamo in un telefilm? nella vita reale niente candele. è lui? non è lui. giesùgiesù. organizziamoci. che impressione gli voglio dare? entra e scopre...cosa? prima cosa: non sono la rosi come la pensa lui. la rosi dell'ufficio è un clone. in realta sono rosy. con l'accento sulla ipsilon. una donna complessa, vitale, sfaccettata. grandi gambe, grande testa. nel lavoro efficiente, discreta, un po' sulle sue. a casa, un'altra: femminile, interessante. sfoglia libri sul barocco portoghese, una delle sue passioni. le altre sono nuoto sincronizzato e fisica quantistica. sperimenta salse. usa dentifricio crest, comprato in una farmacia del village che nessuno conosce. le mutande? non usa mutande. il luogo più strano dove ha scopato è il confessionale di una chiesa. barocca. portoghese. con il prete, solo per avere qualcosa da confessare. 'cosa? tu, il primo uomo che entra in questa casa non per aggiustare la valvola dello sciacquone? maddai, non farmi ridere. un uomo diverso ogni sera a cena, e conservo gli avanzi per il pranzo. caro mio' mi cambio. maglietta e pantaloni larghi. insomma, è stata la rosi a invitarlo, non la rosy. e ci vuole un tocco di disordine. il barocco portoghese buttato con noncuranza, come se lo stessi sfogliando prima del suo arrivo. buttato per terra, meglio. sennò è tutto troppo precisino. sennò entra e dice 'ihhh, tutto precisino, dev'essere nevrotica con le pulizie e probabilmente frigida'. tutto troppo a posto. mi sa che è meglio mettere sto quadro un po' storto. che altro? la musica! m'ero scordata la musica. lui entra e che ascolta? il coro delle donne bulgare. no, poraccio, così lo intimidisco. io con le gambe e le bulgare che cantano. bulgare e broccoli, capace che scappa di corsa. mina che canta murolo. mm. rosi sceglierebbe murolo. rosy sceglie... philip glass. maddai, no. i tre tenori. ma no. keith jarrett? no. niente musica. finchè la serata non si definisce. perché ci sono serate da caetano veloso coi violini e serate elio. serate che finiscono in wagner e serate che finiscono in gigi. di solito le mie serate si concludono col tg notte... a seconda di come butta la serata, più tardi metto qualcosa di strano. 'lo sai, rosy? sei una sorpresa per me..." 'ah sì?' 'sì, non sapevo che eri una donna così (pausa) sfaccettata...' 'e non hai ancora visto tutte le mie (pausa) sfaccettature. e, se non arrivi, non ne vedrai nessuna'. se è un rompicoglioni, metto le bulgare a tutto volume e lo faccio scappare. lascio il trucco. anche l'abito. anche il livido viola. allora chi sei, cara la mia rosangela? rosi o rosy? chi lo ha invitato a cena è stata la rosi dell'ufficio. lui arriva e si aspetta la rosi e trova una donna. una strana donna in nero. mi cambio o non mi cambio? starà arrivando. decisione rapida: chi apre la porta? rosi o rosy? giesùgiesù, rosi o rosy? magari sto decidendo il mio futuro. questo magari è il momento più importante della mia vita. il campanello! è lui! e ora? posso essere la rosi stasera e tirare fuori rosy più in là, quando ci rivedremo. e se non ci rivedessimo? magari la rosi lo delude e rosy è troppo per lui. posso iniziare rosi e finire rosy. no, così lo confondo. rosi o rosy, una delle due dovrà aprire la porta. paro o disparo? che stupida. ambarabàciccicoccò, questa porta tocca a te che sei la figlia del re. ma quale re? mi tolgo l'abito. ecco. apro la porta nuda, gli dico che non ho finito di vestirmi e vengo in camera a decidere chi sono. quanti passi saranno da qui alla porta? se faccio un passo da rosi e uno da rosy fino alla porta, chi arriva per prima vince. se alla porta arriva per prima rosy, si toglie il vestito e brucia un sacco di tappe. addirittura prima dei broccoli. finalmente una soluzione razionale. eccomi. rosi, rosy, rosi, rosy, rosi, rosy, rosi, rosy...
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (32)
sabato, 27 settembre 2003
il programma è una vacanza sibarita col computer. sibarita, dal greco sybarites, dal latino sybarita, agg. 1. di o appartenente all'antica città di sibari, nella magna grecia. 2. di persona portata all'indolenza o a una vita di piaceri, allusione agli antichi abitanti di sibari, famosi per la loro ricchezza e voluttà.
se riesci a immaginare l'italia come una grande e ben tornita gamba, allora il golfo di taranto sta in quella parte di sottopiede più sensibile al passaggio della lingua e delle piume di pavone. sibari era lì dove la costa ionica fa una curva soave, e nellle notti d'estate il vento porta il profumo dei gelsomini d'alessandria. le mura di sibari erano coperte da edera afrodisiaca. i guardiani di porta - una casta la cui funzione principale era palpare chiunque entrasse in città, non per scoprire cose nascoste ma per il puro gusto di palpare - sottoponevano a un test chiunque chiedesse la cittadinanza sibarita, un test con domande di matematica e delle arti dell'industria e del commercio.
chiunque rispondesse correttamente alle domande veniva mandato via. entrava solo chi sbagliava le risposte. chi cercava di corrompere i guardiani entrava per acclamazione.
la dogana di sibari era rigorosa: lasciava passare solo il superfluo. le cose utili venivano sequestrate e mandate alla vicina città di kroton, dove tutti lavoravano ed erano coscienziosi e corretti. ma sibari era più ricca di kroton perché i krotonesi spendevano a sibari i loro soldi nel weekend. per legge, tutti i krotonesi dovevano lasciare sibari all'alba del lunedì, pena l'arresto: la legge raramente veniva applicata perché i poliziotti di sibari non si svegliavano mai prima di mezzogiorno.
ogni sibarita uomo poteva avere sette concubine e ogni sibarita donna uno schiavo etiope, ma certe volte se li scambiavano. le orge duravano molti giorni e finivano solo quando i sibariti cominciavano a intortare le proprie mogli, segno che non capivano più una mazza. la monogamia e l'astinenza erano considerate perversioni imperdonabili e punite con colpi di frusta, nei rari giorni dell'anno in cui il fustigatore cittadino si presentava in ufficio. se l'infrattore era sadomaso, la punizione era stare a guardare mentre il fustigatore cittadino fustigava qualcun altro. il sesso di gruppo non poteva svolgersi con meno di 50 partecipanti. le carriere dei giudici, a sibari, erano separate. c'erano i giudici togati per cause civili e penali e i giudici nudi per i casi di passione. l'amore con gli animali era tollerato, salvo eccezioni come le api.
il re di sibari era phuphphòs, detto il sette pappagorge, che viveva immerso in una vasca con olii aromatici. un certo giorno phuphphòs ricevette un emissario di kroton, che propose la fusione delle due città. phuphphòs, masticando una cinciallegra caramellata, chiese quali vantaggi avrebbe avuto sibari unendosi a kroton.
porteremo il nostro denaro - disse l'emissario.
abbiamo già il vostro denaro - disse phuphphòs.
porteremo l'industria, la scienza, la contabilità e le armi.
e allora phuphphòs, anche perché era l'ora della pennica che faceva ogni mezz'ora, fece un gesto poco rispettoso che l'emissario interpretò come un rifiuto. e solo dopo che si svegliò dalla pennica, inalando polvere di papaveri, phluphphòs venne informato che kroton aveva dichiarato guerra a sibari. per due giorni ci pensò su e decise di far chiamare il suo primo ministro, badedòs, per stabilire cosa fare.
badedòs fu trovato a letto con due concubine e una capretta e convocato a palazzo, dove informò il re che sibari doveva prepararsi alla guerra. gli uomini dovevano armarsi e alzare barricate. le donne dovevano fare a pezzi le loro sete più care per farne bende. e il re phuphphòs doveva uscire dalla sua vasca e fare un discorso al popolo, mobilitantolo alla lotta.
con grande difficoltà, phuphphòs si recò all'agorà per incitare il popolo alla guerra. ma non c'era nessuno all'agorà. erano tutti al mare. quando finì il discorso, il re phuphphòs fu salutato dal gorgogliare delle fontane e dall'abbaiare dei cani. tornò al palazzo, anche perché era già l'ora della pennica.
sibari fu invasa e distrutta da kroton nel 510 a.C. non è rimasta traccia della città. solo nel 1965 un gruppo di archeologi è riuscito a determinare la sua localizzazione esatta, lì dove la costa ionica fa una curva soave, e nelle notti d'estate il vento porta il profumo dei gelsomini d'alessandria. hanno scoperto anfore di vino, strane statuette pornografiche e un uncino d'oro sulla punta di una lunga asta che, secondo gli esperti, serviva a grattarsi il piede.
e ora vado. è l'ora della polvere di papavero.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (5)
mercoledì, 24 settembre 2003
(jane's addiction, just because)

sdraiata a pancia in giù nella sabbia, solo uno slip quasi inghiottito da chiappe perfette, talmente belle che lui si ferma. come quando ci fermiamo per uno spavento, o per una rivelazione improvvisa. proprio così, un'epifania. d'improvviso, lui era faccia a faccia con l'ingiustizia intrinseca del mondo. anni dopo, verso i 35, avrebbe avuto un'altra rivelazione. come succede a tutti si sarebbe reso conto che prima o poi sarebbe dovuto morire e non c'era niente da fare. ma questo sarebbe avvenuto molto più tardi. in quel momento era davanti alle chiappe perfette e alle impossibilità della vita. quella donna era nata per lui, e quella donna non sarebbe mai stata sua. ogni uomo porta, nel suo codice genetico, le seguenti istruzioni: quanto riconoscerai la donna che è nata per te, prendila. portala alla tua caverna e provvedi all'immediato trasferimento del dna. lui sentiva - nella gola, nel petto, dovunque sia il dannato detector - che era lei. non aveva nemmeno visto il suo viso e sapeva che era lei. in un mondo equo, l'avrebbe presa per il piede e l'avrebbe trascinata sulla sabbia, e lei non avrebbe opposto resistenza. anche senza voltarsi lei avrebbe capito che era lui, quello giusto, quello nato per lei, l'uomo che i suoi ormoni aspettavano, il... miodio, si sta muovendo.
gira la testa (bella, bella) indietro e dice:
il sole.
lui:
che?
mi stai coprendo il sole.
ah.
poi lui apre le braccia, dice 'in fin dei conti, chi sono io?' e va via. più tardi la vede passare mano nella mano con un uomo traccagno, coscione, quasi pelato. gli viene da urlare 'non è lui!' ma non urla. rimane lì a pensare che il grande problema della vita è la mancanza di organizzazione.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (50)
sabato, 20 settembre 2003

quando una coppia si spacca, tutti scommettono che il problema è cominciato a letto. ma nessuno riesce a capire perchè i due sono tornati dalle vacanze in tunisia separati. invece di andare a vivere insieme come annunciato, hanno comunicato agli amici che non ci saranno cambiamenti nelle nostre rubriche. per di più non hanno spiegato nulla. noi giù di congetture. le banali ipotesi sono le solite, tipo lei non è lei, o lui è un feticista dei peli del pube, o magari un vampiro, lei iscritta ai giovani di avanguardia nazionale. non sappiamo esattamente cosa sia successo, e anche la mia ipotesi è incentrata sul letto. ma non sul sesso.

tutto è finito con una battaglia navale.

il sesso era talmente buono che i due sono rimasti una settimana a letto. ma l'amore, si sa, è come il calcio. per quanto siano atleticamente preparati i giocatori, non possono correre per 90 minuti. nemmeno se i due nostri fossero il cafu e la roberto carlos del sesso sarebbero riusciti a scopare tutto il tempo, giorno e notte, senza intervalli. e per riempire gli intervalli lui propone di giocare a battaglia navale. hanno tutto quello che serve in camera, carta e penna. qualsiasi roba può servire da righello per fare i quadratini. non devono uscire dal letto. e il vincitore può scegliere cosa fare dopo la battaglia.

elle 11.

acqua. bi 4.

un altro sommergibile.

viva me!

chiunque fosse passato davanti alla camera e avesse sentito non avrebbe capito cosa stesse succedendo. lui e lei, nudi sotto le lenzuola, l'uno sparando missili immaginari sulla flotta dell'altro. lei, stranamente, azzecca più di lui. che ha già perso due sommergibili e un incrociatore quando finalmente manda a segno un colpo.

acca 9, dice lui.

ih, si lamenta lei - portaerei.

hhahhà, grida lui in trionfo.

elle 12, tenta lei.

acqua, acqua, dice lui, che non vede l'ora di completare la distruzione della portaerei nemica.

acca 10!

acqua. di 13...

acqua. acca 8...

acqua. effe 2...

acqua. gi 9.

acqua. elle 6.

acqua. i nove!

acqua. enne...

aspettaspetta. come acqua?

acqua. hai colpito l'acqua.

mi hai detto che acca 9 era parte della portaerei.

infatti.

ma ho sparato intorno all'acca 9 e non ho preso nulla.

infatti. hai colpito solo acqua.

e dov'è il resto della portaerei?

e che te lo dico? ma tu guarda! devi indovinare.

lui a bocca aperta. quando recupera la parola, lo fa con la voce di chi ha appena incontrato una nuova forma di vita, e ha paura di stuzzicarla.

dimmi se ho capito. la tua portaerei non è tutta nello stesso posto...

certo che no! la divido in quattro parti, e metto l'una lontana dall'altra. così sono più difficili da colpire.

ha ragione lui. non si può convivere con una donna che sparpaglia a cazzo la propria portaerei. per quanto il sesso sia fantastico, bisogna pensare al resto della vita, quando gli intervalli diventano sempre più lunghi. tra l'altro nel foglietto della sua flotta non c'era nemmeno un sommergibile. secondo lei erano sott'acqua, potevano essere dovunque, nemmeno lei avrebbe potuto trovarli.

meglio così. lei non mi era per niente simpatica.

scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (18)
venerdì, 19 settembre 2003

ore 13.30, interno giorno. pablito, detto mi amor:

vera, che so sti glob?

scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (16)
giovedì, 18 settembre 2003

il siviglia-madrid ritarda di due ore e manda a puttane la coincidenza. io, andrea e una piccola comunità di leica carissime ci avviamo verso un albergo iberia accanto a una libreria che ha un reparto agende da capogiro. passo un'ora a scegliere un'agenda. un atto di ottimismo e fiducia nel futuro. e di certezza implicita che sarò viva e attiva almeno per altri sedici mesi, visto che quasi tutte comprendono anche gennaio 2005. mi sento fortissima.

le agende si dividono in due tipi. quelle che esistono semplicemente per organizzarci e non farci perdere gli appuntamenti, e ci dicono solo a che giorni della settimana corrispondono i giorni del mese e, va là, quand'è pasqua, e quelle che ci trattano come neonati in questo mondo pieno di cose da sapere. per queste agende qui, ogni passaggio di anno è una rinascita. sono i nostri manuali di sopravvivenza, con tutto quello che dobbiamo sapere sul tempo e sull'universo per situarci nel nuovo anno, con spazio per annotazioni. già conosciamo il posto, grazie anche ad altre agende, ma non importa. le informazioni ribadite sono un mezzo per assicurarci che tutto continua com'era l'anno scorso e che possiamo ricominciare la vita da una piattaforma che non è cambiata. la capitale della malaysia (prefisso internazionale 60, moneta ringgit) è sempre kuala lumpur che è sempre alla stessa distanza da bangkok, e un miglio marino americano equivale sempre a 1853,248 metri. e per quanto si sia sforzata la terra non è riuscita a dimagrire i suoi 12760 km di diametro nell'equatore. ci dicono tutte queste cose, più quand'è pasqua.

alcune informazioni devono essere aggiornate di anno in anno, però, e se è sicuro che la conversione da chilogrammi a libbre non cambierà nel prossimo futuro non si può dire lo stesso della moneta del brasile, che costringe i redattori di agende a vivere sull'attenti. mi piacciono le agende con le cartine e in una che ho visto le cartine erano tutte aggiornate - tutti i nuovi paesi dell'africa coi nomi giusti, per esempio - ma un cartografo nostalgico si è rifiutato di cambiare il nome leningrado con san pietroburgo, forse fidando che la storia farà un altro dei suoi giri e volendo risparmiare la fatica di cambiare ancora.

cose come tabelle di conversione e prefissi telefonici sono più o meno ovvie ma le altre informazioni da agenda possono dipendere dall`ispirazione dell`editore, e dai suoi criteri su cosa sia importante per darci una mano nel mondo pratico, che in fin dei conti è il mondo delle agende. sapere quali sono le festività di tutti i paesi della terra può essere importante. metti che arrivi in zafferanistan senza sapere che si festeggia la giornata del sacro caprone ed è tutto chiuso. ma quello che mi serve veramente è l'indice pluviometrico di sumatra negli ultimi cinquant'anni.

alcune agende non si limitano a dare informazioni sommarie sul giorno, cioè le cose che un giorno direbbe se venisse interrogato dal nemico: nome e numero. molte danno il nome del giorno in varie lingue, per darsi un tono internazionale. ti informano, per esempio, che il 14 maggio oltre ad essere venerdì, sexta-feira, friday, viernes, vendredi della 19.a settimana, è anche il 134.o giorno dell'anno. altre, volendo personalizzare ancor di più l'informazione, includono il nome del santo del giorno, metodo un tempo molto seguito per la scelta del nome dei figli, ora in disuso. i miei non l'hanno utilizzato per nessuna di noi figlie, e il risultato è che siamo cresciute allo stato brado, senza uno straccio di onomastico.

Comunque ho scelto la mia agenda resistendo alla tentazione di comprarne una decina per pianificare diverse vite clandestine in molteplici anni paralleli. ho deciso di prendermi quella con le tabelle, le cartine e le fasi lunari. non capisco perché gli editori di agende non si rendano conto dell'importanza di sapere esattamente quando sarà il prossimo plenilunio. riconosco di far parte di una minoranza di obsoleti. romantici e mannari. ma abbiamo anche noi i nostri diritti.

mentre stavo in quella libreria megagalattica mi veniva in mente uno che sicuramente lì si sarebbe divertito, dopo aver visitato il bernabeu ovviamente. e ho chiesto al commesso: ¿hay la desmemoranda?

nemmeno loro ce l'hanno.

scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (19)
venerdì, 12 settembre 2003
la regola è: nelle giornate in cui non riesci a ridere, meglio non scrivere nulla.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (19)
giovedì, 11 settembre 2003
è tornato settorzinho, con gli arretrati di cinquanta blog da leggere. mi offro di fargli un riassuntino un po' schematico, un blobignami che almeno per le conoscenze in comune potrà essergli utile. ma prima un evento che ha coinvolto tutta la comunità.
c''è stato il matrimonio, purtroppo l'hai perso. forse troverai l'email pergamenata ancora nella casella postale. ci abbiamo messo un po' a capire chi fossero pierfrancesco e simonetta, ma alla fine ci siamo arrivati. la festa è stata un po' strana, perché tutti gli uomini erano incazzati con pierfrancesco (simonetta è bionda, occhi verdi, corpo perfetto, padre ricco e venticinque anni). noi donne abbiamo dovuto costringerli ad andare a salutare gli sposi. almeno per buona creanza. per una settimana tutti hanno iniziato o chiuso il loro post con la frase rituale 'chissà cosa starà facendo pierfrancesco'.
bisax ha organizzato una rapina con un altro interinale. è andata tutto bene finché sono usciti dalla banca e bisax per depistare le guardie ha detto ad alta voce davanti a un posto di blocco: 'secondo me l'imperativo categorico di hegel arriva a marx troppo diluito dalla fenomenologia di feuerbach'. insomma, è dentro e c'è una sottoscrizione per le arance.
calciototale ha passato un periodo con seri disturbi della personalità. due settimane convinto di essere un altro. faticoso riportarlo alla normalità. è caduto in sè una sera a letto, quando la ragazza gli ha detto 'sei stato grande, arturo'. nemmeno la sua seconda personalità si chiama arturo.
mk ha cambiato pettinatura, trucco e guardaroba. siamo tutti rimasti un po' così, ma nessuno ha il coraggio di corteggiarla più. hai presente la sindrome da eccesso di figaggine? ecco.
doug ha comprato una nuova enciclopedia. le grandi donne della storia. da cleopatra a martina santini. interessantissima. lui in realtà avrebbe voluto comprare solo l'ultimo volume, ma martina santini è stata inflessibile: o tutta l'opera o niente.
jest è riuscito finalmente a sedersi con la vicina di casa sul divano blu. anzi, è ancora lì. non sono riusciti più a schiodarlo dal divano. uno spettacolo penoso. circondato da barattoli di carciofini. gli hanno regalato un vasino e una digitale. vallo a trovare, ti prego.
oleandra è stata contattata da una libreria concorrente. le vorrebbero affidare il reparto caratteri cuneiformi. lei tentenna perché ha già capito che dovrà sistemare lei tutti quegli scatoloni con le tavolette d'argilla. e a baghdad di questi tempi non un cane che t'aiuti. però la situazione irachena le sembra più promettente di via rocca vecchia.
parme secondo me l'abbiamo perso. ha brevettato una serie di invenzioni che lo terranno impegnato per i prossimi cinquant'anni, altro che blog. non ne sappiamo molto. ha bofonchiato qualcosa a proposito di un accendino che non si perde mai, un bancomat interattivo e una macchina che lui chiama misteriosamente veronica. potremo sempre dire di averlo conosciuto un po', come bill gates quando ancora chattava.
pure ralph lo perderemo in una china tecnologica. sta lavorando sull'invisibilità. se gli chiedi chiarimenti, dice sibillino che si tratta di un metodo infallibile per restare soli. i single hanno cercato di spiegargli che non è esattamente questo il maggior problema all'ordine del giorno, ma sai com'è fatto, va avanti come un treno.
fiammy pure impegnatissima. l'hanno reclutata per organizzare il prossimo congresso mondiale degli ipocondriaci. ha bisogno di qualche aiuto per gli slogan, ma ha già trovato gli incentive (un anno di ematocriti gratuiti), gli sponsor (una fabbrica di mascherine antisars) e ha risolto brillantemente il problema del menu: brodo di pollo tutte le sere.
sable è al centro di un quadrangolo amoroso molto delicato. ti mando i dettagli via mail, sai quanto ci tiene alla privacy. ti dico solo i nomi: sue ellen, josé e mario.
senty ci ha raccontato la sua ultima perversione: performance erotiche inconcepibili in una cornice di sorprese di ovetti kinder. abbiamo dovuto chiamare il catechista per farla uscire da questo trip.
sobol si vede e si legge poco per via di quella storia che sai col misterioso calciatore brasiliano gininho. pare che simona ventura l'abbia invitata a quelli che il blog. le ragazze dei calciatori hanno la vita facile.
last but not lost, tulipani. terribile. plastica facciale. irriconoscibile. dice che il suo vecchio viso ispirava troppa fiducia. per fortuna non è riuscita a convincere il chirurgo a toglierle quella macchia a forma di caramella rossana sulla coscia destra. la riconoscerai da ciò.
io sto bene, grazie.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (40)
mercoledì, 10 settembre 2003
certo che sono proprio una grezzona. l'unico commento che mi è venuto a galla uscendo dal greenwich dopo aver visto buongiorno, notte è: sticazzi?
ho guardato il koala, che nel 78 non era nemmeno un'ipotesi, e anche lui aveva una faccia da sticazzi, ma per tutti altri motivi che non sto a dire perchè questo blog é mio.
ci incamminiamo per testaccio, verso la piazza, verso la pizza sottilissimissima e i supplì telefonici di romolo and remo, col fermo proposito di annegare i nostri sticazzi in birra e gazzosa.
da via bodoni a piazza santa maria liberatrice abbiamo liquidato l'ovvietà degli inserti di schubert e dei pink floyd come punteggiatura del film. troppo facile, baby. forte e facile. ci siamo chiesti anche se stavamo diventando come quelli che guardano un quadro di picasso e dicono pure mi fijo è bbono a ffa sta robba. siccome siamo madre e figlio con lo stesso dna egocentrico, abbiamo respinto con sdegno l'ipotesi suggerita dal terzo spettatore.
poi mi sono sdoppiata. ho immaginato di essere una straniera, diciamo brasiliana, che arriva a roma e non sa un cazzo di niente di moro e delle br e del piombo degli anni. il film me lo racconta, certo. me lo mima. esco dal cinema sollevata: moro è vivo e si aggira per le strade dell'eur.
poi rientro in me che avevo quindici anni ed ero in quinta ginnasio e che mi sono iscritta al pci in quegli anni lì. che il bene, il male, il grigio del sequestro moro credo di averli collocati al posto giusto con la saggezza empirica dei quindicenni. e bellocchio, a me, non dice proprio niente di nuovo. perfino la sovrapposizione delle scene di partigiani del paisà di rossellini è un déjà vu certo molto più minimale, al bar accanto alla sezione di via sprovieri, con oddone bassoli, che ora non c'è più, che mi spiega l'equazione. che mi toglie ogni prosciutto romantico dallo sguardo sulle br.
non so se c'eri, se ti domandavi ma perché non si tratta, se leggevi quelle lettere con identico immutato groppo, se invidiavi la lugubre sicurezza di lama e la sicurezza lugubre di berlinguer, se evitavi di passare in via caetani. probabilmente eri all'asilo o stavi imparando a memoria t'amo pio bove, i bloggers, si sa, hanno trentepochi anni. ma per me è stato il primo undici settembre, e bellocchio mi pare tanto una puntata di friends, a paragone.
insomma, sticazzi?
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (15)
martedì, 09 settembre 2003

compagni contrordine. il premio si assegna al diecimilatrecentocinquantaduesimo hit. perché quel xxx di parme m'ha hackerato il counter.
e io che credevo sarebbe bastato ritirare fuori rocco siffredi.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (33)
martedì, 09 settembre 2003

(pearl jam, love boat captain)

finalmente ho visto marte, aprendo un varco tra le nuvolette lunari dello ieri sera romano. sono oroscopicamente un’ariete poco convinta del suo segno (sono nata a rio de janeiro, com’è possibile che io abbia lo stesso segno di uno nato sotto il cielo di goteborg?). in teoria marte mi governa, e da quanto ho visto finora non se la cava meglio di berlusconi. comunque il mio boss stava lì col suo occhio maligno sul mio capo. mai è stato così vicino da sessantamila anni a ieri, cioè l’ultima volta che si è affacciato c’era giusto qualche neandertaliano.
che tra l’altro ho letto non era nemmeno nostro parente. quindi non lui di persona, ma un qualche prescimpanzè con pezzi del nostro futuro dna. richard dawkins racconta la faccenda con un’immagine poetica della bibbia: qualcosa del genere “e partiva un fiume dall’eden per innaffiare il giardino e da lì si divideva e formava quattro bracci”. dawkins parla dell’evoluzione come di un fiume di geni che nasce dalla sorgente dell’umanità e corre attraverso il tempo, biforcandosi, quadriforcandosi, inforcandosi eccetera, portando il codice vitale di tutti gli esseri che esistono, perfino di mastella. e tutti gli esseri viventi, oggi, hanno in comune geni vincitori. siamo tutti discendenti di gente che non è morta durante l’infanzia e che almeno una scopata nella vita se l’è fatta. tutti. nessuno dei nostri nonni è morto vergine. è un pensiero che mi conforta più di marte.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (10)
martedì, 09 settembre 2003
incredibile, ho avuto più hit del catechista. parme, cos'haivintohaivinthaivinto? olè, critichine o criticone?
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (11)
lunedì, 08 settembre 2003


jest viaggia ben oltre la mezza piotta, settorzinho per i suoi du scudi ha indetto il concorso limone d'oro. io per i miei dieci sacchi non faccio la superiora. istituisco premii non ricchii ma pieni di pensiero che vale. al diecimilaesimo-a garantisco

un mese di commenti acritici entusiastici giornalieri

oppure

due settimane di blande critiche molto benevole quotidiane

oppure

una settimana di serrate confutazioni ogni di' col massimo della vis polemica. notate il vis.

possono sembrare scamuffi sti premi. eppure non li butterei del tutto. da quanto tempo non vi capita che qualcuno vi faccia dei commenti entusiasti a prescindere? e tutti i giorni? e pubblicamente? e per iscritto?

le altre due opzioni sono per quelli di sinistra che ci piacciono le critiche.

vince chi scrive hovinthovintho per primo dopo il deca. anonimi siete esclusi perche' non vi posso commentare.


scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (20)
lunedì, 08 settembre 2003

(system of a down, toxicity)

paracatechismo/2

e' tornato, piu' vispo e turgido di pria. naturalmente l'oscuramento del sito e' un a t t e n t a t o o o contro la forza d 'attrazione del suo pensiero. non resisto alla tentazione di continuare a ragionare con Lui del fine ultimo della nostra esistenza alla luce del Suo antiabortismo paranoico. dopo un pomeriggio domenicale in giardino potando l'arancio mi viene spontaneo. userò il corsivo per sottolineare ai non comprendenti che si tratta di satira.

l'arancio non esiste per produrre arance, esiste per produrre e spargere il suo seme. il frutto non è l'obiettivo dell'albero, è il contenitore che usa per riporre i suoi semini, è il suo stratagemma. ringraziare l'arancio per le arance che produce non serve a niente. l'arancio non sa di cosa stiamo parlando. succo? dolcezza? vitamina c? io?!

io e te stiamo qui speculando su cosa vuole la vita da noi, e l'unica cosa che la vita vuole è continuare. in noi e nella nostra prole, nel lombrico e nei lombrichini. la nostra missione, la nostra giustificazione, sono le stesse degli ippopotami e dei papaveri. siamo qui per fare altri uguali a noi. quello che amorosamente chiamiamo 'io', con le sue peculiarità e la sua biografia unica, altro non è che un'arancia personalizzata. uno stratagemma di dio, la polpa con cui dio protegge il nostro seme garantendo così la continuazione della vita. insomma, un grande malinteso. e quelli che passano per il mondo senza riprodursi? autostoppisti. gli danno il portachiave omaggio anche se non si sono guadagnati il premio. dio non discrimina.

scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (25)
domenica, 07 settembre 2003

(p.o.d., youth of a nation)

non so voi, ma io la prima volta che incontro qualcuno di cui non mi limito a registrare statisticamente l`esistenza sul pianeta mi attacco a un piccolo dettaglio fisico o sintattico per creare un nuovo file. ci sono persone talmente rimarchevoli e interessanti che non basta una tabella excel per creare tutti i campi necessari, ma per la maggior parte basta un titolo: braccia alla popeye, capelli a bruschetta, sorella gemella della tabaccaia di amarcord, sbafabirra. se sei cattiva. se sei buona ti segni solo le cose carine di ciascuna persona che conosci, nel tuo motore di ricerca interno. io sono a metà strada tra il male e il bene.

per esempio quando l`ho conosciuto avevo segnato solo `neo accanto alla bocca`. senza aggettivi né altri commenti. l`ho incontrato in spiaggia, chiacchierando chiacchierando, il giorno dopo camminando camminando, il terzo giorno appuntamento, arrivo in ritardo, chiedo scusa e lui dice che non importa, la mia assenza gli ha fatto compagnia. ho pensato `bii`, colpita dalla frase.

ormai ci incontriamo tutti i giorni. camminate sulla battigia, gelati. una sera guardando la luna che nasce spettacolarmente piena sul mare, faccio il solito goffo tentativo di carpire quello che l`altro pensa di te con tutto un giro di ragionamenti (originalissimi) tipo ciascuno di noi ha come dire un`idea, un identikit della persona che amerà per tutta la vita, come dire un ideale, come dire, vero? e lui sorride e mi dice: se tu ti avvicinassi minimamente all`ideale dei miei sogni, scapperei via.

non sono molto sagace. spesso ho bisogno della pagina 777 del televideo per capire le situazioni e che cosa mi vogliono far capire con metafore e allegorie. ho poi un vero problema con le categorie bene e male. se qualcuno mi dice `hai una fervida immaginazione`, è pregato di aggiungere `e ciò è bene/male`. la frase sull`ideale da cui scappare mi sembra geniale, anche se non so se sia una cosa carina o un vaccagare forbito. certo che ha una gran bella testa quello lì.

a quel punto il suo file era pieno di annotazioni condite da punti esclamativi. il giorno dopo, stesso luogo, stessa luna, ci baciamo e poi restiamo lì con quella faccia da pirla che sta così bene dopo il bacio. io cotta stracotta megacotta. occhi negli occhi mi dice serio.

devo dirti una cosa.

cosa?

quelle frasi, quelle frasi che ti piacciono tanto.

le tue frasi?

le ho tratte da un libro di willy pasini.

davvero?

dal suo manuale dell`accoppiamento quasi perfetto.

hm.

mi guardo i piedi. troppo bello per essere vero, troppo. un vortice di moscerini mi spettina le idee. grande come l`insegna del bowling campeggia la scritta `ma perché proprio willy pasini?`. dopo un po` mi chiede,

fa qualche differenza?

nono, ma che dici?

ci baciamo e penso intensamente, esclusivamente, disperatamente al neo accanto alla sua bocca.

scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (18)
sabato, 06 settembre 2003

(system of a down, chop suey)

la lettura del blog del catechista per me equivale a un viaggio negli abissi dell'altro. altro estraneo, non diverso e basta, mi mancano le basi per capire le stalattiti e le stalagmiti dei suoi pensieri. la conseguenza immediata è un'aberrante acuirsi della laicità. un'interpretazione estrema del suo pensiero antiabortista mi suona così.
tu e io siamo sulla terra per riprodurci. tutto quello che facciamo in più, tutto quello che ci succede in più è conseguenza o passatempo. la nostra missione è trasmettere i nostri geni, moltiplicare la nostra specie e tagliare la corda. alla natura interessano solo i nostri anni fertili. quello che viene prima e dopo é preparazione o epilogo, o entra nel pacchetto come omaggio della ditta. se la natura volesse ottimizzare i suoi metodi, come un bravo manager, tutti nasceremmo già puberi e moriremmo quando i nostri figli, anche loro nati già puberi, fossero in grado di allevare i loro figli (puberi) senza l'aiuto dei nonni. in totale sarebbero un 35-45 anni di vita, e adiòs. si risolverebbe la questione demografica del pianeta e il problema delle pensioni. ma la natura insiste a darci il resto della vita, l'infanzia e la vecchiaia e tutti i piaceri extrariproduttivi del mondo, compresi i sessuali, come un portachiavi. che premia la missione compiuta.
cioè, io non vivo nello stesso pianeta di uno che la pensa così.




scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (5)
venerdì, 05 settembre 2003
l'hanno appena attaccato accanto al cancello davanti casa. lo trasmetto per sincera volontà di ritrovarlo.
'smarrito pappagallo ammaestrato grigio con coda rossa di nome ROMEO grande parlatore poco più grosso di un piccione se dovreste averlo visto o trovato telefonate allo 06xxxxxxx'
se dovreste averlo visto o trovato ditemelo, vi prego.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (5)
venerdì, 05 settembre 2003

(lou reed, i wanna be black)

domani si torna in edicola. il lettore veramente occhiuto sarà premiato con una vera blogchicca nel così detto riposo del guerriero. facilito la caccia al tesoro ricordando che il nostro tesoro ha come dire un'assonanza con sant'ansano. non vedo l'ora che qualcuno lo scopra e lo legga per poterci ricamare sopra un bel cappottino settembrino, uno spolverino granata. bleag, ho scritto chicca.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (18)
giovedì, 04 settembre 2003
sorella interinale. la casa invasa da giornali tipo lavorare a roma e nel lazio, lavoro oggi, jobs, concorsi, jobfinder, lavorare stanca.
questo sembra buono. serve bella presenza.
ce l'ho.
laurea.
ce l'ho.
tedesco parlato e scritto.
vabbé.
qui ce n'è un altro. servono conoscenze informatiche.
qualsiasi imbecille sa usare il computer.
esperienza in office organization.
qualsiasi imbecille è un esperto in office organization.
astenersi imbecilli.
eh?
c'è scritto qui, 'astenersi imbecilli'.
cercane un altro.
guida il tuo destino.
è questo. me lo sento.
disposto a viaggiare e ai rapporti interpersonali.
eccomi. serve il tedesco?
no. serve la patente.
patente?
sì. licenza da tassinaro. non ti ci vedo come tassinara.
guarda che può essere un lavoro interessante. autonomo. un sacco di decisioni da prendere da sola. giro a sinistra? giro a destra? passo col giallo?
guarda questo qui. 'incarico d'alta responsabilità. laurea ad harvard preferibile. priorità a poliglotta con conoscenze di alta finanza internazionale. disposto a vivere a ginevra.'
ma sei pazza? ginevra è una palla. cercane un altro.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (31)
mercoledì, 03 settembre 2003
(gathering, broken glass)
e mi hanno rinvitato a siviglia, e sarà un giovedì-venerdì o un lunedì-martedì di settembre. e il mio baccello mi sembra particolarmente verde oggi, ma forse è colpa di amnesia moon.
devo preparare un'agenda per l'anno prossimo assegnando un colore a ogni giornata. così quando avrò novantasette anni andrò in pensione e farò tutta una statistica delle sfighe e delle beltà ricorsive.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (8)
martedì, 02 settembre 2003

uccidere turisti è facile a Siviglia. basta fare bang! pianopiano e uscire di corsa dal barrio de santa cruz, dove sono tutti ammonticchiati nelle strade e nelle bodegas intorno alle tapas e alla sangria, negare l'esistenza di quella ipermetacattedrale e dell'alcazar e di quell'atmosfera da escamillo perpetuo e via. camminare nei quartieri popolari della macarena e di santa maria la blanca scoprendo i vicoli, le tabaccherie - mai viste tabaccherie più commoventi - le piazze. se hai culo becchi una tertulia nel barrio taurino di san bernardo dove girano i toreros ex e attuali. ho conosciuto pepe luis e antonio e manolo vasquez. e poi i ballerini di flamenco nel barrio tzigano di triena, che ti rendi conto che perfino bunuel non è riuscito a raccontare il flamenco. la passeggiata lungoalba da calle ciertes fino a la campana, e poi tornare e l'albergone ed eccoli, risorti, vocianti, sudati, puzzolenti, los turistas, entra dentro, vai anche tu che sei anche tu una ringoboy.
ricamata nel ventricolo destro questa città intima esagerata. cammini per le strade di siviglia come nel corridoio di casa tua. no, non ho visto né capito la corrida, ho visto solo quelli che la fanno e la amano. la mia collega francese ha comprato delle scarpe di satin rosso da ballerina di siviglia, e guardo con ributtanza i suoi ossuti piedi che le porteranno fieri sui selciati di parigi.
niente granada, sono monogama quando viaggio.
valigia piena di piccoli flash

'manolete era un poeta. toreava in maniera essenziale. non dava un passo di troppo. manolete restava fermo e guardava il toro, el toro guardava lui e lui guardava el toro. non dava nessun passo indietro. era il toro a doverlo scansare. il buon toreador è così, costringe il toro a scansarsi'.(pepe)
'el cordobés aveva un gran coraggio ma era troppo esagerato (trad. non era di siviglia). si inginocchiava davanti al toro e faceva quelle robe che piacciono alla gente, ma non ai veri aficionados. aveva un gran coraggio, ma non aveva la finezza di manolete'. (luis)
e stavo in un posto di flamenco con una sivigliana e un tipo cantava. le chiedo te gusta este cantador? e lei dice no! no expone! non si espone! non dà il massimo. il sivigliano vuole sempre le cose fatte al massimo. fare all'estremo, dove comincia il rischio.
ah, ho acceso un cero a san isidoro, patrono di internet. seccatissimo è per la concorrenza di sant'ansano.
scritto da debitiecoccole | Permalink | commenti (26)