(the servant, orchestra)
sala d’attesa generica, due amiche alle otto del mattino, digiune. e non si fuma. A chiede a B che ne pensa. B guarda A in silenzio, poi dice.
- hai un impegno con la specie.
- eh?
ad A non risulta nessun impegno particolare. B sospira e le dice che la questione è molto più complicata. non è una faccenda semplice. dietro c’è la storia, dietro la storia personale, la storia della razza, la storia dei geni della razza. la specie umana, insomma. la specie umana. sei responsabile della specie umana.
A ora è davvero spaventata.
- io?
- siamo noi donne a determinare l’evoluzione della specie. siamo responsabili. tu e io. è così per tutte le specie, la femmina ha l’ultima parola su chi la ingraviderà, sul tipo da riprodurre, su quale corrente genetica avrà continuità e quale finisce. ci pensi? al potere che hai? con un semplice ‘no’ puoi interrompere una linea di dna che parte dalla creazione del mondo. se ti rifiuti di fare un figlio, puoi, senza saperlo, negare la riproduzione all’ultimo discendente diretto di adamo, e gli sta bene.
- ma X non...
- ascolta. il periodo di convivenza è l’opportunità che abbiamo per valutare se l’uomo che intende depositare il suo seme in noi lo meriti davvero. vuole solo adempiere alla sua funzione, che è quella di tramandare diciamo il suo pacco genetico. tutto sommato gli importa poco dello spedizioniere. tocca a noi avere criteri e selezionare i migliori, per il bene della specie. la corte, l’assedio, la conquista, tutte queste cose esistono perfino tra i bacarozzi, ed è l’aiuto che la natura ci dà per fare la selezione. per raffrontare i maschi su tutti i quesiti che significheranno l’evoluzione o l’involuzione della razza. che si diano capocciate nella savana africana o esibiscano bicipiti o portafogli azionari davanti a noi, i maschi si consegnano al nostro scrutinio, alla nostra sentenza. disputano la nostra approvazione e il privilegio di usare il nostro utero. ma la decisione finale è nostra. la responsabilità è nostra.
A ammutolisce. non sapeva di essere così importante. e B conclude.
- ti dirò, X, francamente, secondo me...
X in effetti non ha nessun contributo speciale da dare alla specie, a parte la sua faccia. insomma, non è che la specie abbia poi così tanto bisogno di un’altra fossetta sul mento.




