(ska j, al telefono)
Scelta del lato del campo. Testa o croce?
Testa
Croce
Monetina per aria.
Testa.
Allora scelgo la...
Aspettaspetta. Io ho detto testa.
Macché dici! Hai detto croce.
Nono, ho detto testa. Tu hai detto croce.
Arbitro, chi ha detto testa e chi croce?
Non me lo ricordo.
Lanciamo un’altra moneta, va.
Ok.
Monetina per aria. Cade per terra, e nessuno la trova.
Scusi, non è che ha un’altra monetina?
Macché, ho solo un pezzo da cinque. Magari qualcuno me lo può spicciare.
Nessuno ha spiccioli.
Io ho una medaglietta.
L’arbitro esamina la medaglietta.
Beh, da un lato c’è un San Tommaso, dall’altra la foto di una ragazza.
La mia fidanzata, Mellory.
Allora io Mellory.
Aho, Mellory è mia.
Ho già scelto io Mellory.
Non puoi.
Ma San Tommaso non lo voglio.
Così non va. Allora facciamo paro o disparo.
Vabbè. Paro.
Disparo.
Tre. Ho vinto.
E da quando tre è paro? Dalle parti tue, forse.
Ma io ho detto disparo.
Basta. Decidiamo coi bastoncini. Ognuno di noi prende tre steli d’erba.
Inizio io. Cinque.
Tre!
Uno!
I tre fanno vedere le mani.
Ho vinto!
Ma lei è l’arbitro.
Uffa. Sapete una cosa. Lasciamo perdere. Decido io e basta. Tu scegli il lato, tu dai il calcio d’inizio.
Iiiih... Lo sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe proposto una soluzione autoritaria. Siamo in un regime!
Ok, ok. Allora tengo la medaglietta in una delle mani. Chi azzecca la mano con la medaglietta, sceglie il... Oddio.
Anche la medaglietta cade per terra. I tre la cercano.
Ho trovato la monetina.
Perfetto.
Ecco la monetina per aria.
Paro!
Disparo!
La monetina cade in mano all’arbitro, che annuncia
Mellory!
E’ troppo. L’arbitro decreta.
Partita sospesa.




