cellulari, palmari, pc portatili sempre più compatti, e quindi con tastiere sempre più piccole, presuppongono utenti con dita sottili. se vale la teoria della selezione naturale di darwin, le persone con dita grosse diventeranno obsolete, non si adatteranno al mondo della nanotecnologia e presto scompariranno. e le dita sottili domineranno la terra. qualcuno dice che, visto che le minitastiere rendono impossibile la dattilografia tradizionale e, con l'avvento delle calcolatrici, le cinque dita per mano hanno perso l'altra sua utilità pratica, che era aiutare a contare fino a dieci, gli umani del futuro nasceranno con sole tre dita per mano: l'indice per digitare (e per indicare, ovvio), il pollice opponente per afferrare le cose e il mignolino per pulire l'orecchio.
altra inevitabile evoluzione umana sarà nascere con un dispositivo – forse un dente aggiunto, cuneiforme, sul davanti – per aprire i cd e altra roba avvolta nel cellofan, come quasi tutto. e mi viene da pensare all'enorme perfezionamento che si registrerebbe se la gente già nascesse in una sorta di cellofan invece della pelle. pensa ai vantaggi che ne verrebbero.
al posto di derma ed epidermide, una pelle trasparente che permettesse di osservare tutti i nostri organi interni, rendendo dispensabili i raggi x e altre forme di vederci dal di dentro. basterebbe che il paziente si togliesse i vestiti: il medico guarderebbe attraverso la sua pelle e farebbe la diagnosi, senza bisogno di palpate o altre analisi.
ok, saremmo bruttissimi.
in compenso, la pelle trasparente sarebbe un grande equalizzatore sociale. avrebbe senso dire "belli dentro" e nessuno sarebbe molto più bello degli altri, anche se qualcuno potrebbe ostentare una milza meglio rifinita o un colon più estetico, e il corpo delle donne con pochi vestiti continuasse a suscitare complimenti ("che cistifellea!")
la smetteremmo di invidiare la pelle perfetta di nicole o scarlett, eliminando la necessità di peelings, liftings, botox e cazzi vari. e poiché tutte le pelli avrebbero lo stesso colore – nessuno – sarebbe provato che davvero siamo tutti uguali sotto i nostri involucri, e non esisterebbe razzismo.
lascio qui il suggerimento, per quando ci riprogetteranno.





