giovedì, 25 gennaio 2007
(giorgio gaber, torpedo blu)



cellulari, palmari, pc portatili sempre più compatti, e quindi con tastiere sempre più piccole, presuppongono utenti con dita sottili. se vale la teoria della selezione naturale di darwin, le persone con dita grosse diventeranno obsolete, non si adatteranno al mondo della nanotecnologia e presto scompariranno. e le dita sottili domineranno la terra. qualcuno dice che, visto che le minitastiere rendono impossibile la dattilografia tradizionale e, con l'avvento delle calcolatrici, le cinque dita per mano hanno perso l'altra sua utilità pratica, che era aiutare a contare fino a dieci, gli umani del futuro nasceranno con sole tre dita per mano: l'indice per digitare (e per indicare, ovvio), il pollice opponente per afferrare le cose e il mignolino per pulire l'orecchio.



altra inevitabile evoluzione umana sarà nascere con un dispositivo – forse un dente aggiunto, cuneiforme, sul davanti – per aprire i cd e altra roba avvolta nel cellofan, come quasi tutto. e mi viene da pensare all'enorme perfezionamento che si registrerebbe se la gente già nascesse in una sorta di cellofan invece della pelle. pensa ai vantaggi che ne verrebbero.



al posto di derma ed epidermide, una pelle trasparente che permettesse di osservare tutti i nostri organi interni, rendendo dispensabili i raggi x e altre forme di vederci dal di dentro. basterebbe che il paziente si togliesse i vestiti: il medico guarderebbe attraverso la sua pelle e farebbe la diagnosi, senza bisogno di palpate o altre analisi.



ok, saremmo bruttissimi.



in compenso, la pelle trasparente sarebbe un grande equalizzatore sociale. avrebbe senso dire "belli dentro" e nessuno sarebbe molto più bello degli altri, anche se qualcuno potrebbe ostentare una milza meglio rifinita o un colon più estetico, e il corpo delle donne con pochi vestiti continuasse a suscitare complimenti ("che cistifellea!")



la smetteremmo di invidiare la pelle perfetta di nicole o scarlett, eliminando la necessità di peelings, liftings, botox e cazzi vari. e poiché tutte le pelli avrebbero lo stesso colore – nessuno – sarebbe provato che davvero siamo tutti uguali sotto i nostri involucri, e non esisterebbe razzismo.



lascio qui il suggerimento, per quando ci riprogetteranno.
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martedì, 23 gennaio 2007

(nico fidenco, con te sulla spiaggia)








i giornali di questi giorni mi riportano all'adolescenza e a un libro letto ai tempi che mi ha segnato parecchio. catastrofi a scelta, di asimov. tutti i modi plausibili per la fine del mondo. solo che l'immaginazione di asimov era limitata rispetto alla realtà. scrivere una frase del genere significa essere andati ben al di là delle catastrofi a scelta, e la cosa un poco mi sconvolge.

l'immaginazione di asimov non ha previsto – o non ha voluto descrivere, per pigrizia o pietà – tutti gli effetti collaterali pre-fine del mondo. l'effetto secondario che per ora mi ossessiona è la presenza delle zanzare durante tutto l'arco dell'anno. l'unico motivo per cui ho sempre giustificato gli inverni – orrende stagioni senza alcun aspetto benefico – era l'assenza di zanzare.

ho deciso di leggere tutto sulle zanzare quattrostagioni per essere preparata. ho scoperto che hanno 47 denti. dice la letteratura scientifica che ne esistono circa 2700 specie che vivono nel nostro pianeta da più di 170 milioni di anni, e tra loro 840 individui stazionano ormai fissi nel giardino o dentro casa mia, con la pioggia o col sole.

molte di queste specie sono vettori nella trasmissione di malattie fatali, in special modo il culicidae anopheles – malaria, o l'altrettanto famoso aedes aegypti – dengue e febbre gialla, l'aedes albopictus – dengue e vari tipi di encefalite, l'haemagogus – febbre gialla, il mansonia – elefantiasi, e il phlebotomus – leishmaniosi. esistono anche le zanzare inoffensive. ma non ne ho ancora trovate, perché in quanto zanzare, tutte mi offendono. perciò ho iniziato una ricerca di prodotti che allontanino i maledetti artropodi e ho trovato alcuni suggerimenti che voglio condividere.

da quello che ho letto, i migliori repellenti sono a base di dietiltoluammide, per gli amici deet. la sostanza è attiva nei vari off in commercio, ma sono da preferire prodotti con percentuale più alta. poi c'è l'amazzonico olio di andiroba,  e una cosa brasiliana che si chiama trappola zumba (che devo provare assolutamente): è una specie di salsiccione che emette un odore che la zanzara scambia per umano, per cui vola fino al salsiccione ignara del pericolo, e quando arriva al buco in alto, viene risucchiata e rimane intrappolata nella rete. secondo me non è del tutto scontato che la zanzara voli fino al buco in alto, ma i produttori giurano di sì, che la cosa fa parte del loro rituale di avvicinamento. io dico che la zanzara romana è più subdola e si avvicina dal basso.

poi ci sono i secchielli di citronella (inutili), il ddt (inutile e dannoso), le zanzariere da infisso, da letto e da amaca (difesa passiva), gli zampironi, le varie tipologie di macchinette a piastrine o boccette (che fanno male anche a noi), le griglie elettriche (naziste), l'autan (ha soppiantato le creme antirughe), e tutti gli altri prodotti che si possono riassumere sotto la categoria get-the-fuck-out-of-my-ass.

sto studiando anche la possibilità di allevare rane e gechi nel giardino, ma il mio gatto rema contro. se qualcuno conosce altre soluzioni – che non siano i geranei, il basilico e il rosmarino, leggende metropolitane assolutamente inefficaci, per favore me lo racconti.
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giovedì, 18 gennaio 2007
(nick drake, pink moon)

Si chiamava Otávio (da cui Otavinho, o semplicemente Vinho), aveva 15 anni e voleva essere un campione di calcio. Giocava nel vivaio di una squadra brasiliana di media classifica. Giocava bene, ma non abbastanza da distinguersi dagli altri ragazzi della sua stessa età e con lo stesso sogno. Non abbastanza da essere notato. Finché un giorno Vinho si attardò nello spogliatoio dopo un allenamento e si rese conto che erano rimasti solo lui e un uomo strano, vestito di scuro.



Un uomo che non aveva mai visto prima e che gli diede un biglietto da visita.



Un biglietto tutto nero con un'unica parola, in rosso: "Diavolo". L'uomo gli fece una proposta: in cambio della sua anima, Vinho poteva chiedere quello che voleva. Tirare con tutt'e due le gambe? Testate perfette? Dribbling da maestro? Passaggi iperprecisi? Quello che voleva.



Secondo il contratto presentato dal Diavolo, e che lui firmò col suo sangue senza pensarci due volte, Vinho si impegnava solo a, alla fine della sua vita – che sarebbe stata di grande successo e incredibile ricchezza – consegnargli la propria anima.



E già nella prima partita dopo il patto con il diavolo, Vinho fece meraviglie.



Segnò cinque gol, due per gamba e il quinto con una testata perfetta. Dribblò da maestro e fece passaggi iperprecisi. Un fenomeno, dissero tutti. E quel giorno stesso, dopo la partita, Vinho fu contattato da un procuratore dall'accento spagnolo che gli propose un contratto a vita, e un futuro fantastico. Il procuratore avrebbe curato la vita di Vinho per una percentuale sui guadagni. In cambio, avrebbe trasformato Vinho, in poco tempo, nel calciatore più famoso al mondo. Il primo passo era lasciare il Brasile e portarlo in Europa, dove c'era la grana. E Vinho firmò il contratto con il procuratore sul momento, ragionando che il Diavolo aveva comprato la sua anima, non tutti gli altri diritti.



Ma il Diavolo, si sa, è possessivo. E protestò. Vinho doveva la sua nuova fama a lui, che così come l'aveva trasformato in un campione poteva strasformarlo. Vinho gli apparteneva, anima e corpo. E che mondo era quello dove un patto col Diavolo firmato col sangue non valeva più nulla, o valeva quanto un contratto firmato con una bic? Non c'è più religione? Per complicare le cose, il presidente della squadra di Vinho gli fece una controproposta per farlo restare, promettendo una casa per sua madre, e smosse gli avvocati per annullare i contratti del Diavolo e del procuratore. E per complicare ancor di più le cose un emissario di Dio, un angelo travestito da venditore di caffèborghetti, confidò a Vinho che il Signore si impegnava a smuovere cielo e terra per aiutare la sua carriera (facendo anche pressioni su squadre in Spagna e in Italia, dove Lui ha parecchia influenza, per farlo ingaggiare), se solo Vinho rinunciasse al patto col Diavolo e Gli promettesse l'anima. Vinho a quel punto ha dovuto ricorrere a un avvocato che lo aiutasse nei negoziati.



Risultato: Vinho si sta allenando nel Chelsea, dove ancora non ha espresso tutto il suo potenziale perché il Diavolo non si rassegna ad avere solo un 35 per cento, visto che Dio si è preso 35, il procuratore 30 e la squadra il diritto a una partecipazione a qualsiasi futuro ingaggio del calciatore.



Quanto alla questione dell'anima di Vinho, si è deciso di rimandare ogni decisione, finché – come si spera – non approveranno una norma Fifa al riguardo.










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domenica, 14 gennaio 2007
(nirvana, about a girl)

Epiphanius era vescovo di Salamina, a Cipro. L'ho scritto è mi è venuto un dubbio atroce: non è che l'amico mio prete mi ha preso in giro?

Vado alla ricerca di Epiphanius su wikipedia. E trovo una pagina dedicata a Epiphanius dei salami! Mi prende in giro anche wikipedia?

Mi tranquillizzo: è una di quelle pagine tradotte dal computer, anzi, dall'ordinatore. e ci sono delle perle che, in altri tempi, ci avrebbero divertito assai. vi ricordate di quei tempi, eoni fa, in cui ci si divertiva a mettere la divina commedia su babelfish? e poi si commentavano le bustine di minerva di UE sugli strafalcioni della traduzione digitale? come eravamo giovani!

Comunque non era di questo che volevo parlare. Volevo parlare di Epiphanius, uno dei più grandi cacciatori d'eresie di tutti i tempi. A proposito, Salamina è diventata Costanza col passare dei secoli, per evitare altri strafalcioni. Con Epiphanius siamo alla fine del quarto secolo. Tempi di grandi dibattiti sui conflitti che dividevano il cristianesimo. Si discuteva sulla natura di dio e sui principi della fede cristiana e si cercava una verità unica che definisse le dottrine della chiesa, come quella che fu infine sacramentata dal concilio di Nicea nel 381, e ripudiasse tutte le eresie sorte fino ad allora. Che erano esattamente ottanta, secondo Epiphanius.

Il vescovo non aveva dubbi sul numero di eresie della sua lista e rafforzava la sua tesi ricordando che erano 80 le concubine citate nel Cantico dei Cantici di Salomone, nella Bibbia.

Eccolo qua, capitolo 6, versetto 8: "sessanta sono le regine, ottanta le altre spose, le fanciulle senza numero". (non l'ha tradotto l'ordinatore, ma un prete italiano, quindi concubine diventa "altre spose". In portoghese sono rimaste concubine; e le "fanciulle", in tutte le altre lingue diverse dall'italiano, sono "vergini").

Agostino sosteneva che le eresie erano 83, ma non aveva trovato una metafora biblica per confermare il suo algoritmo.

Il Cantico dei Cantici è sempre stato un problema per gli esegeti della bibbia. Cosa ci fa un testo erotico in mezzo al sacro libro, che parla tanto di sesso ma non ha nient'altro di così sensuale (e bello) come questi versi? La spiegazione adottata è che il linguaggio amoroso è un codice criptato e le metafore sessuali in verità sono religiose. Anche se Salomone (o l'anonimo mesopotamico per lui) non ha mai scritto la parola dio nel suo cantico.

Esiste una versione della bibbia di re Giacomo con ndt che spiegano che il dialogo poetico del testo tratta dell'amore reciproco di Cristo e della sua chiesa, senza spiegare cosa ci fa Cristo nell'Antico Testamento.

Visto che tutto nei Cantici era un messaggio cifrato, Epiphanius poteva interpretarli come gli pareva, e le 80 concubine, pardon, altre spose, hanno resistito come prova della sua tesi. Le questioni teologiche, in quei tempi in cui la chiesa definiva se stessa, dovevano essere un po' come i dibattiti sull'economia oggi: l'evidenza vale meno della fede.

Prima di ridere di Epiphanius, fai un veloce esame di coscienza e pensa a quanti equivalenti delle 80 concubine sostengono le tue certezze più ferme e radicate. Io ne ho trovati 80.



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lunedì, 08 gennaio 2007

(nofx, don't call me white)


Dove vanno a finire i nostri poteri infantili? non parlo dell'energia e dell'agilità che spariscono con l'età. Parlo delle cose che sapevamo fare e non sappiamo più. So ancora saltare l'elastico, per esempio. Non ci salto perché non posso, se potessi lo farei. La teoria non l'ho dimenticata.

Ma non ho la minima idea di come si fa un aquilone. Eppure facevo aquiloni perfetti.

Ho perso i poteri. Ed era un potere, apparentemente, congenito. Non ricordo di aver imparato da qualcuno che tipo di legno usare, come tagliare la carta, quale fosse la lunghezza giusta della coda ecc. E sono nata che già sapevo dosare perfettamente la coccoina.

Altri poteri richiedevano un apprendistato. O un praticantato.

La tecnica con le biglie, per esempio, la sviluppavi nel tempo, arrivando all'ingegneria della pista perfetta. Con il tempo, sviluppavi tecniche vittoriose per qualunque cosa,  anche per capovolgere figurine a colpo sicuro. Fare le fionde invece era più complicato, dovevi trovare un rametto robusto a forma di Y, e quindi avere una certa esperienza di campagna – oltre a un certo piacere ad ammazzare uccellini – che noi urbani non avevamo. Mai fatta una fionda decente.

Ma ho costruito bambole di pezza con qualunque tipo di tessuto, pannolenci, cotone, maglina, ho prodotto suoni esotici usando solo il fiato e le mani intrecciate a mo' di piffero, ho riprodotto il suono della tromba con sordina usando solamente un foglio strappato, ho ideato almeno diciasette ricette diverse per la perfetta polpetta di fango...

Non so esattamente dove vadano a finire questi poteri.

Finiscono con l'infanzia, chiaro, ma perché spariscono così radicalmente, per non tornare mai più? Sospetto che ci sia una forma di baratto, uno scambio gestito dalle stelle e dagli ormoni che reggono le nostre vite. Un passaggio di giursidizione. Scambiamo l'onnipotenza infantile con la pubertà, i piaceri della sapienza naturale con i piaceri del corpo, il potere della creazione istintiva con il potere della procreazione. Non sappiamo più fare aquiloni, ma che importa davanti alle meraviglie del proprio sesso, e di quell'altra meraviglia, il sesso opposto (o uguale, a seconda dei gusti), e della prospettiva di farli incontrare? Anche da adolescenti abbiamo poteri straordinari, ma quasi sempre immaginari. Il potere della seduzione irresistibile, per esempio, esercitato esclusivamente davanti allo specchio, ma pur sempre un potere, che aspetta solo di venire usato. Il potere di spogliare una persona senza che se ne accorga, solo con la forza della mente, o di restare invisibile dietro di lei nello spogliatoio. Il potere di essere qualcun altro, come un'attrice o un intellettuale geniale, invece di una brufolosa timida. Eccetera eccetera. Anche questi poteri in parte se ne vanno.

L'altro giorno ho trovato un foglio perfetto da strappare per la tromba con sordina. Ho pensato che riuscire a ottenere quel suono potesse valere come una sorta di riconquista, non so bene di che cosa. E' venuto fuori solo un fffffff.


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lunedì, 01 gennaio 2007

[flying lizards, money (that's what i want)]




 



2007



aa.vv.



€ 545 (compreso sconto da volo low cost)



365 p., brossura



ed. ¿?



Collana In/Dimenticabili (da stabilire nel 2008)







un anno che inizia di lunedì suscita reazioni opposte: gli amanti dell'ordine apprezzano la simmetria e il valore aggiunto – se vuoi iniziare una dieta, se vuoi smettere di fumare, se vuoi sistemare l'armadio, il lunedì è di uopo. per lo stesso motivo, gli amanti del caos lo temono, perché in un anno che comincia di lunedì tu cominci a non rispettare i buoni proponimenti fin dal primo giorno e dalla prima fetta di pandoro del risveglio. le due scuole di pensiero si incontrano il martedì, giorno unanimemente schifato. da notare che la befana vien di sabato, notazione sfigata per operai, impiegati e studenti. i contadini se ne fottono.non essendo bisestile, 2007 scorrerà senza grossi scossoni fino al 15 febbraio, giovedì grasso. avrà un sussulto in qualche parte del pianeta fino al 21 febbraio, mercoledì delle ceneri. [se non avete bisogno di calcolare quand'è carnevale, si vede che non siete giornalisti brasiliani. i giornali non escono per tre giorni, a carnevale, in brasile].



se la quaresima inizia il 21 febbraio, quanti di voi sanno come cazzo si calcola la pasqua saranno già preparati per la notizia successiva. la resurrezione del boss si celebra domenica 8 e lunedì 9 aprile. inizialmente (anno 325, concilio di nicea) il ponte di pasqua si calcolava stabilendo quand'era il primo plenilunio (quattordicesimo giorno della luna ecclesiastica) dopo l'equinozio di primavera. non vi dico cos'è la luna ecclesiastica perché lo sanno anche i chierichetti.  faccio presente che la data dell'equinozio è stabilita politicamente e non astronomicamente, per evitare pericolosi scismi. però queste regole sono state superate grazie a dionigi il piccolo, tra il V e il VII secolo. che inventò un metodo basato su un algoritmo che combinava il numero d'oro con il ciclo solare, ottenendo un ciclo di 19 x 28 = 532 anni. comunque, oggidì esistono una ventina di metodi – tutti cazzutissimi – per stabilire quand'è pasqua. io uso il più semplice, easter day algorithms. oppure guardo nel calendario.



riprendendo la recensione del 2007, la primavera riserva due bei ponti potenziali: il mercoledì del 25 aprile e il martedì del primo maggio. sul mercoledì ci sono pareri discordi, perché la sua equidistanza dalle domeniche non consente un ponte indiscutibile. bisognerà intavolare fin da subito trattative sindacali. Una notazione personale: il mio compleanno cade di lunedì. sottolineo che non faccio parte degli estimatori dell'equilibrio estetico dei lunedì.



so che esiste qualche altra festività tra maggio e agosto, ma non ricordo mai qual è, quindi lascio aperto quel minimo di imprevedibilità che ogni buon anno nuovo deve avere. con un salto azzardato, affermo con una certa sicurezza che ferragosto è di mercoledì, e non riesco a stabilire se si tratti di una buona o di una cattiva notizia.



non ci pioverà (in senso figurato) sul ponte dei morti: ognissanti cade di giovedì, e vorrei vedere chi potrebbe contestare 4 giorni di ferie. l'immacolata, stronza, sarà di sabato. mentre natale e capodanno saranno di martedì. già, perché natale e capodanno ritorneranno tra 365 giorni. non pensare di averla sfangata.
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